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Wonder Woman (Diana Prince)

Descrizione: Wonder Woman, il cui nome umano è Diana Prince, è un personaggio immaginario dei fumetti creato dallo psicologo William Moulton Marston e dal disegnatore Harry G. Peters nel 1941. Nella sua patria, la nazione insulare di Themyscira, il suo titolo ufficiale è Principessa Diana di Themyscira. Quando si fonde con la società al di fuori della sua terra natale, a volte adotta la sua identità civile Diana Prince. Nelle prime edizioni italiane il personaggio veniva chiamato Stella. Prima eroina femminile della DC Comics, è considerata una delle tre icone fondanti l'universo della DC Comics, insieme a Batman e Superman. La storia delle origini di Wonder Woman racconta che fu scolpita nell'argilla da sua madre, la regina Ippolita, e che le fu data una vita come un'amazzone, insieme a poteri sovrumani come doni degli dei greci. Nel 2011, la DC ha cambiato il suo background con la riconversione che lei è la figlia biologica di Zeus e Ippolita, cresciuta insieme da sua madre e dalle sue zie Antiope e Menalippe. Il personaggio è cambiato nella rappresentazione nel corso dei decenni, inclusa la perdita temporanea dei suoi poteri alla fine degli anni '60; negli anni '80, l'artista George Perez le diede un aspetto atletico e enfatizzò la sua eredità amazzonica. Possiede un arsenale di oggetti magici, tra cui il Lazo della Verità, un paio di braccialetti indistruttibili, una tiara che funge da proiettile e, nelle storie più antiche, una serie di dispositivi basati sulla tecnologia amazzone. Il personaggio di Wonder Woman è stato creato durante la seconda guerra mondiale; il personaggio della storia era inizialmente raffigurato mentre combatteva le forze dell'Asse e un assortimento di coloratissimi supercriminali, anche se col tempo le sue storie arrivarono a porre maggiore enfasi su personaggi, divinità e mostri della mitologia greca. Molte storie raffiguravano Wonder Woman che si liberava dalla schiavitù, il che faceva da contrappunto al cliché delle "damigelle in pericolo" che era comune nei fumetti negli anni '40.
Numero di Albi: 425

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